Rabbia e fegato: qual è il loro collegamento?

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Forse non tutti sanno che rabbia e fegato sono in stretto collegamento. Prima di addentrarci nei particolari di questa connessione scopriamo cos’è e a cosa serve esattamente il fegato.

Il fegato è una ghiandola posta nella parte destra dell’addome, è di colore rosso e pesa circa un chilogrammo e mezzo. Si tratta di un organo molto complesso, basti pensare al fatto che le sue cellule sono in grado di rigenerarsi. La sua funzione è cruciale per la digestione, perché produce tutta una serie di elementi vitali:

  • produce la bile;
  • ci difende dall’attacco di virus e batteri, quindi è un valido aiuto al sistema immunitario;
  • aiuta l’intestino nell’assorbimento dei grassi;
  • filtra le tossine presenti nel sangue;
  • collabora in modo attivo nella produzione di glucosio;
  • è sede di stoccaggio e distribuzione della vitamina B12.

La Teoria Umorale di Ippocrate di Kos

Sin dall’antichità il fegato è stato considerato come “la sede della rabbia”, basti pensare ai numerosi detti popolari del tipo: “Mi si sta facendo il fegato amaro” oppure “Sono verde dalla rabbia”, oppure alla Teoria Umorale di Ippocrate di Kos secondo la quale la bile nera era associata al cattivo umore e, più precisamente, alla malinconia.

La rabbia è una delle emozioni dell’animo umano e, come tale, deve avere il suo spazio e la sua manifestazione (importante è non abusarne!). Un eccesso di rabbia può danneggiare realmente la salute, quindi è necessario saperla gestire.

Grazie alla riflessologia plantare si può agire sul fegato in modo diretto per alleviare gli stati di stress e tensione e per ridare al corpo l’armonia perduta. Questa metodologia è completamente indolore e non ha alcun effetto collaterale.

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